di Piero » 2 giugno 2009, 3:35
Riguardo alle dichiarazioni di Moretti vorrei dire che a mio avviso non disponiamo di modelli tali da permetterci di fare previsioni di questo tipo semplicemente puntando su una presunta ciclicità di certe situazioni sismiche.
Mi chiedo, e se il sisma del 6 aprile avesse dato al territorio un assetto nuovo con equilibri diversi rispetto a prima ?
Può essere che il particolare quadro geologico che si è venuto a creare avesse potenzialmente sia L'Aquila che Sulmona come territori nei quali produrre i suoi drammatici effetti, tant'è che il 29 marzo era toccato proprio a Sulmona un primo più deciso incalzare degli stessi per poi vederli terribilmente ripiegare sull'aquilano.Il sisma del 6 aprile non potrebbe essere stato così l'epilogo per entrambe?
Poi mi piacerebbe sapere se nella storia sono presenti altri casi nei quali il ripetersi ciclico e cadenzato di eventi sismici in certe aree possa aver prodotto una qualche ipotesi di riproducibilità del fenomeno.
Sinceramente a parte le datazioni degli eventi non mi sembra che si disponga di altri "numeri" che possano giustificare certe aspettative di vedere il riproporsi con ricorrenze secolari dei terremoti e, anzi, questa metodologia predittiva la trovo un tantino avventata e poco scientifica proprio per la mancanza di validi dati a supporto.Anche il numero dei riferimenti storici è esiguo per poter tracciare un andamento di periodicità.
Secondo me le variabili fisiche che entrano in gioco nelle situazioni geologiche che producono eventi sismici sono di una enorme molteplicità e ad oggi inquadrarle matematicamente è veramente arduo.
E' chiaro che l'insegnamento erditato tristemente il 6 aprile deve portare a ad adottare per quanto possibile le misure attuabili per fronteggiare certi eventi in una zona che rimane a rischio sismico, ma far vivere una comunità in una situazione di piscosi senza reali cognizioni di prevedibilità dei terremoti mi sembra un tantino "sadico", per quanto sicuramente Moretti sia mosso da genuini intenti.