di Manuelita » 23 giugno 2009, 17:03
Prima di tutto bisogna capire quali reali strumenti abbiano in mano gli studiosi circa una previsione non ...a 10 anni!
Senza questa base, il resto non si tiene su... Altro che il terremoto!
Ho più volte espresso la convinzione che i nostri "esperti" lo sono molto circa il passato, ma poco o nulla circa il presente-futuro; il mio non è un giudizio di condanna, ma una dolorosa presa d'atto dopo gli eventi dell'Aquila.
Il Dott. Stucchi dell'INGV di Milano mi ha risposto che molti sismi appenninici hanno avuto la stessa sequenza di questo recente, cioè erano stati preceduti da un corredo di scosse di piccola entità, ma frequenti in un periodo relativamente ad una faglia; allora, dico io, perché non si sono allarmati e non hanno allertato chi di dovere, per prepararsi ad un evento di ben altre proporzioni? Se il passato parla chiaro, perché non si impara da esso al punto da difendere la popolazione?! Escludo altre possibili risposte: evidentemente per ora la previsione è troppo indefinita nel tempo, cioè si può ben prevedere un terremoto forte in una zona, a seguito di una ripetitività come quella documentata proprio dalla Lista eventi dell'INGV per l'Aquilano, ma non si riesce a definire il lasso temporale di tale evento futuro, per cui si preferisce non allertare la popolazione.
Del resto, con quello che sa la scienza ufficiale per ora, come si fa a dire a 100.000 o più persone: è prevedibile una scossa di forte entità in questa area, ma non sappiamo quando; dunque... da oggi dormite in macchina, fermiamo tutta l'attività produttiva, i servizi, ecc?! Infatti non è stato fatto!!! Ma la notte del 5, con quella pesante accelerazione di magnitudo e di frequenza, be', allora sì che si doveva fare!!! Non lo dimenticherò e non lo potrò mai "perdonare" a chi poteva e "doveva"!!!
Tale è il mio doloroso, direi disperato giudizio...
Questo per quello che riguarda le possibilità della scienza finora... Ma se qualcuno sta studiando un metodo in parte già sotto attenzione in tutto il mondo, e se una nuova speranza si apre non solo per noi, ma per l'intero pianeta, allora puntiamo su essa, potenziamone le sperimentazioni, concentriamo uomini e risorse (così scarse...) su un territorio che sta diventando un manuale vivo su cui studiare e provare!
Come gestire il panico? Bella domanda... ma sul blog tanti hanno già dato la loro risposta di vittime coinvolte da ciò che è accaduto: preferisco sapere!!! Sapere cosa? Quello che allo stato dell'arte si poteva sapere: rischio che si fa più alto, indicazioni sul comportamento da tenere, sulle cose da approntare prima e fare durante un'eventuale scossa molto forte; informazioni sui luoghi in cui concentrarsi dopo (o prima, se ci fossero stati segni particolarmente allarmanti), e molto altro; non devo stilare io un protocollo generale.
E' ciò che si fa nelle scuole, da molti anni, con bambini e ragazzi di ogni età, proprio allo scopo di prevenire e gestire il panico.
Perché non farlo con la popolazione delle zone particolarmente pericolose ( molte, ahimé, in Italia!)?
E perché non preparare mezzi per rispondere adeguatamente a tutte le prime necessità di un post-terremoto?
All'Ospedale dell'Aquila mancava l'acqua, nelle semplici bottiglie!!! (tanti, troppi testimoni: inutile negarlo!)
Si può imparare molto dagli sbagli; anzi, forse essi sono le esperienze più istruttive, almeno potenzialmente, cioè se si ha il coraggio civile di interrogarsi e di darsi delle risposte...
I responsabili della Protezione Civile sanno assai meglio di me quante cose si potrebbero fare! Ed io mi fido della loro competenza! Su questa non ho molti dubbi, forse diversamente da altri...
Ma che siano loro date le risorse economiche per avviare una simile mobilitazione nazionale! Sappiamo a quanto ammontano le entrate dello Stato? A molto, molto; crisi o non crisi! Qui entrano in campo quelle che si chiamano scelte politiche ( e non è una parolaccia o un termine da rivoluzionari o provocatori!); sono quelle scelte che hanno il compito di fare coloro a cui liberamente il popolo ha affidato la gestione della SUA SOVRANITA' (Art. 1 della Costituzione Italiana).
Le esigenze sono tante, gli interessi economici in ballo ancora più numerosi e pressanti (forse), ma appunto ogni "buon padre di famiglia" sa che dal suo budget deve tirare fuori le cifre in relazione alle priorità. Con un territorio in gran parte ad alto rischio idrogeologico e sismico, a noi cittadini viene abbastanza facile individuare alcune priorità...
Ai suddetti gestori della nostra sovranità, chiunque essi siano dato che si alternano nel tempo, non risulta altrettanto agevole? E come mai???
Mi fermo qui, per risparmiare i lettori: questi sono solo piccoli appunti di lavoro, un lavoro che è immenso, come sottolineava Alibrando...
La parola agli altri!