di Carlo (AQ) » 1 luglio 2009, 1:37
Ciao Giovanni.
Allora, andiamo con ordine. Ho già esternato sul blog un mio timore per l’attività sismica che sta interessando il distretto dei monti reatini. Ciò mi è suggerito dall’esperienza che ho direttamente vissuto a L’Aquila nei mesi che hanno preceduto il 6 Aprile scorso. Tuttavia a L’Aquila c’è stato un evento che io definirei “indicatore”, il quale ha dato, per così dire, l’avvio all’attività sismica che si è generata dalla scossa principale del suddetto 6 Aprile: questo evento è stata la scossa del 30 Marzo 2009 che è stata di magnitudo 4.0. Finora nel distretto dei monti reatini non si è verificata alcuna scossa di tale intensità. Io credo che se nei prossimi mesi, non si verificano eventi di una certa rilevanza, come appunto scosse al di sopra del 4° grado Ricther, allora questa attività può essere inquadrata nel cosiddetto “sciame sismico”.
Come potrai verificare, il comportamento dell’attività sismica, di questo periodo, nei monti reatini, è simile a quella dell’aquilano, nei mesi di Gennaio, Febbraio e Marzo, in cui si ebbero una moltitudine di scosse intorno al 2° e 3° grado Ricther, fino al 30 Marzo. Comunque è evidente la forte attività sismica (in termini di frequenza) che sta interessando i monti reatini.
Dall’esperienza che ho avuto nel terremoto del 6 Aprile, certamente non chiederei un parere a coloro che, nei giorni e nelle settimane precedenti tale sisma, hanno mostrato una certa ‘tranquillità’ circa la situazione sismica di quel periodo.
Personalmente, con l’esperienza acquisita, cercherei informazioni da persone che stanno monitorando, anche con tecniche e procedure a livello sperimentale, la zona interessata. In particolare darei un certo credito al tecnico Giuliani che, anche in base a varie testimonianze, sembrerebbe che riesca, in una certa maniera, ad avere informazioni sul comportamento di una specifica zona, sulla base della quantità di Radon che si genera prima di un evento sismico.
Se, come ripeto, nel distretto dei monti reatini, si dovesse verificare un sisma di una certa entità, superiore al 4° Richter, allora, se fossi il capo della Protezione Civile, cercherei di predisporre, nella zona interessata, delle tendopoli, in modo da dare la possibilità di usufruirne a coloro che non vogliono restare in casa, e di approntare un apparato pronto ad intervenire in caso di necessità. Inoltre non sbaglierei se chiedessi informazioni alle persone che, anche se a livello sperimentale, possano fornire informazioni circa eventuali precursori di eventi sismici. Credo che per salvare vite umane, è necessario considerare qualsiasi fattore.
Saluti.
Carlo (S.Bernardino - L'Aquila)