Archivio di Giugno 2006

Agitazione degli animali

Martedì 27 Giugno 2006

Generalmente prima del verificarsi di una scossa di qualche entità, in regioni prossime all’epicentro, ma non proprio nell’epicentro medesimo gli animali danno prove diverse di agitazione in particolar modo quelli situati in ambienti chiusi.
Tale fatto era noto fin dall’antichità e nelle descrizioni dei terremoti non manca quasi mai un accenno al riguardo.
Nei due secoli precedenti tali accenni si trovano in vecchie scritture tipo:
-Grimaldi 1783 parla dei Calabri e della loro attenzione verso gli animali domestici per prevedere la scossa tellurica.
-Mercalli parla del terremoto piemontese del 1808 e del 1835 a Cosenza e indica come in particolar modo i cavalli evidenziavano la loro inquietudine.
Ci sono tante e altre descrizioni del genere nel corso del 1800 e metà del 1900 poi le descrizioni si sono affievolite.
Forse gli animali adesso sono schiavi del progresso o forse noi non sappiamo più ascoltare il loro stato d’animo e le loro voci, un tempo erano molto più vicini a noi e alla nostra quotidianità.
Il fatto, credo, dovrebbe suscitare un certo interesse anche perchè non riusciamo a prevedere i terremoti e forse abbiamo già avuto dalla natura gli strumenti per farlo.

Scale sismiche, interpretazione

Giovedì 22 Giugno 2006

Riporto un’articolo, una vecchia mail che risale agli inizi del 2003 di uno studente della facoltà di geologia di Palermo sulla interpetazione delle scale sismiche.

Sono uno studente dell’Università di Palermo, facoltà di geologia.
Complimentandovi per il sito (sezione sismi), che racchiude interessantissimi link e mappe, volevo permettermi di fare luce su un piccolo errore riguardo il confronto tra la scala MCS (Mercalli Cancani Sieberg) e la Richter Scale: non esiste una precisa corrispondenza tra magnitudo e intensità.
Un terremoto ha diverse caratteristiche: intensità (rilevabile con la scala MCS) magnitudo (misurabile con la scala Richter), profondità, localizzazione, geologia ecc.. non è detto che un sisma di magnitudo 6.5 abbia effetti del X°grado MCS.
Porto un esempio pratico: il terremoto del Basso Tirreno (settembre 2002) le cui onde sismiche hanno fatto vibrare tutta la costa settentrionale siciliana, è stato di magnitudo 5.6 ma a Palermo ha avuto effetti pari al VI°MCS (secondo la vostra “equivalenza” avrebbe dovuto provocare effetti dell’VIII°MCS). Questo non è successo perchè l’ipocentro si trovava a mare, a circa 40 km dal costa, e come ben saprete più ci si avvicina all’epicentro del sisma più l’intensità, e gli eventuali effetti, cresceranno.
Mentre la scossa che ha colpito il Molise nell’ ottobre-novembre dello stesso anno ha avuto magnitudo 5.4, ma la frattura è avvenuta in terraferma di conseguenza gli effetti sono stati maggiori, e sono stati stimati pari all’VIII° MCS soltanto in un paese vicino al luogo dell’epicentro, per la particolare geologia del sottosuolo (gli effetti nella zona dell’epicentro variavano dai VII ai VI). Spero di essere stato chiaro.
La sismologia è una scienza al servizio dell’umanità, abbiamo il dovere di fornire informazioni corrette al fine di diffondere anche una piccola cultura in merito, in un paese ad elevato rischio sismico.
Certo di avervi dato un consiglio utile, che potrò avere positivo riscontro, porgo i miei più cordiali saluti

Andrea Di Piazza

Fenomeni sismici

Giovedì 1 Giugno 2006

I fenomeni sismici sono con tutta probabilità quelli che più colpiscono la mente dell’uomo, col far si che egli metta in dubbio il concetto innato della stabilità del suolo su cui vive, su cui edifica, a cui affida la parte più cara dei suoi ricordi.
Che nessun fenomeno naturale abbia la potenza di offuscare, quanto il fenomeno sismico, la esatta percezione degli avvenimenti, ci appare dalle numerose descrizioni che in tutte le epoche furono fatte in occasione di forti terremoti, soprattutto da testimoni oculari, i quali più degli altri avrebbero diritto alla nostra fiducia, ma più degli altri si dimostrano supereccitati alla visione del grandioso fenomeno.
Nelle moltitudini, poi, il terrore si sostituisce non solo alle attitudini osservative e al consueto coraggio, ma lo spirito di conservazione va al punto di far commettere in massa delle imprudenze che hanno a volte effetti disastrosi.
Tra queste pagine avrete la possibilità di conoscere alcuni comportamenti indispensabili per mettere in sicurezza la vostra persona o quantomeno ridurre le conseguenze personali di un sisma.
Il modo con il quale si manifesta il fenomeno sismico è generalmente un rapido scuotimento del suolo, percepito in modo diverso a seconda della sua entità e delle circostanze. D’ordinario tale scuotimento per la grande rapidità con cui si compie si presenta sotto l’aspetto di un moto vibratorio prendendo comunemente il nome di terremoto.
Volendo però abbracciare nel fenomeno sismico anche un lentissimo progressivo o periodico movimento di ascensione o discesa del suolo, che si verifica in molte regioni sistematicamente, diremo sisma ogni rapido o lento movimento di una parte della crosta terrestre rispetto al nucleo centrale supposto fermo.
Si è osservato che in occasione di quasi tutti i terremoti di qualche entità, la scossa che si presenta col massimo d’intensità è qualche volta preceduta (rarissimi casi) da scosse premonitorie e sempre seguita da varie altre scosse.
Ciò si esprime dicendo che tali fenomeni, nel loro complesso, costruiscono un periodo sismico.
Un periodo sismico si presenta costituito, nel caso più completo, da scosse premonitorie, scossa fondamentale, scosse secondarie o repliche.
Nel 80% dei casi il fenomeno sismico comincia con la scossa più forte, dagli studi fatti non è dato per nulla prevedere se una scossa di debole intensità riassume in se tutto un fenomeno sismico o sia per preludiare ad un fenomeno sismico più cospicuo. Nel corso degli ultimi 150 anni ci sono state scosse premonitorie che hanno preceduto di pochi minuti, di poche ore e perfino di qualche giorno la scossa fondamentale ma considerando l’esiguo numero di tali scosse non possono essere essere considerate premonitorie e tale nome risulta perciò enfatico e non rispondente al vero. Concludiamo questa prima parte dicendo che il terremoto, con l’attuale tecnologia e gli attuali studi non è prevedibile.